Livio Sacchi

Livio Sacchi – Presidente dell’IN/ARCH Lazio dal 1994 al 2010

 

Architetto, è professore ordinario di Disegno dell’architettura presso la Facoltà di Architettura di Pescara, Università degli Studi “G. D’Annunzio” – Chieti.

Iscritto all’Ordine degli Architetti di Roma, è presidente della Sezione laziale dell’IN/ARCH, Istituto Nazionale di Architettura, ed è responsabile per l’architettura, l’urbanistica e il design presso l’Istituto della Enciclopedia Italiana fondato da G. Treccani.

Redattore della rivista “Op. Cit., Selezione della critica d’arte contemporanea”, vicedirettore della rivista “il Progetto”, è stato fra i coordinatori della XVII Triennale di Milano.

Fra le sue pubblicazioni: Il disegno dell’architettura americana, Laterza, Roma-Bari 1989; La rappresentazione della modernità, in Richard Meier, Electa, Milano 1993; L’idea di rappresentazione, Kappa, Roma 1994; L’architettura del Rinascimento e L’architettura del Manierismo, in Dalla architettura al design, L’Italia e la formazione della cultura europea, UTET, Torino 1994; L.A., California, Modo, Milano 1998; Daniel Libeskind, Museo ebraico Berlino, Testo & immagine, Torino 1998; Il Novecento, in Topocronologia dell’architettura europea, Zanichelli, Bologna 1999; Dal Futurismo al futuro possibile, Skira, Milano 2002 (a cura di, con F. Purini); Architettura e cultura digitale (a cura di, con M. Unali), Skira, Milano 2003; Franco Zagari, L’interpretazione del paesaggio, Testo & immagine, Torino 2003; Tokyo-to, Architettura e città, Skira, Milano 2004.

Suoi scritti, progetti e realizzazioni sono pubblicati sulle principali riviste italiane e straniere.

Vive e lavora a Roma.

 

 

CORSI POST-LAUREA: MASTER O PARCHEGGIO?

7 giugno 1993, ore 20.00
Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro del pio Sodalizio dei Piceni

CORSI POST-LAUREA: MASTER O PARCHEGGIO?

tavola rotonda con
ILAUD – Laboratorio Internazionale di Architettura e Urbanistica – Urbino
Marco Vidotto, assistente ai corsi

The Berlage Institute – Amsterdam
Mirjam Usseling, responsabile: Paola De santis, allieva

Corso di perfezionamento in Progettazione architettonica
dell’Università di Roma “La Sapienza”
Paolo Angeletti, direttore; Daniela Pontecorvo, perfezionanda

Scuola di specializzazione in Tecniche urbanistiche per le aree metropolitane
dell’Università di Roma “La Sapienza”
Elio Piroddi, direttore; Pierluigi Calavetta, allievo

ha coordinato Achille M. lppolito

Recuperare Roma – i Parcheggi

2 giugno 1993, ore 16.00
Sala Convegni ACER – Associazione Costruttori Edili di Roma

SECONDO SEMINARIO PREPARATORIO DEL CONCORSO
Recuperare Roma – i Parcheggi

indetto, nell’ambito del Laboratorio IN/ARCH Giovani, da Costruttori Romani
Riuniti Grandi Opere S.p.A. e dalla Sezione Laziale dell’Istituto Nazionale
di Architettura

Andrea De Bonis – AU Arredo Urbano, riflessioni su mobilità e sosta:
Giacinto Donvito – AU Tecnologie, panorama di realizzazioni e proposte
nazionali e internazionali;
Marco Albini, Michele Capobianco, Diambra De Sanctis Gatti,

hanno illustrato le proprie esperienze progettuali e didattiche.

Regolamento Regionale IN/ARCH Lazio

Approvato dalla prima Assemblea Nazionale degli Iscritti – Roma 29 settembre 1960
Art.1 SCOPI

E’ costituita in Roma la Sezione Laziale dell’Istituto Nazionale di Architettura, del cui Statuto questo regolamento costituisce norma di attuazione.

Art.2 SEDE
La sede della Sezione Regionale Laziale è in Roma.

Art.3 SOCI

Sono Soci della Sezione tutti colore che, in possesso dei requisiti richiesti dall’articolo 3 dello Statuto lettrera a) e b), ne fanno richiesta scritta, precisando la categoria cui intendono iscriversi, e versano la prescritta quota.

Art.4 ORGANI DELIBERATIVI ED ESECUTIVI

Sono organi della Sezione:

– l’Assemblea Generale dei Soci;

– il Consiglio Direttivo Laziale;

– i Revisori dei Conti;
I Soci, che rivestono cariche in seno alla sezione, prestano la loro opera gratuitamente.

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discorso di Bruno Zevi per la Fondazione dell’IN/ARCH

L’idea di costituire un Istituto Nazionale di Architettura è emersa nel seno della sezione italiana dell’Unione Internazionale degli Architetti. Non è un caso. Per i suoi compiti, la nostra sezione UIA è venuta a contatto con le organizzazioni di architettura di molti -paesi, ha visto come funzionano, ne ha analizzato la struttura. L’idea di un Istituto Nazionale di Architettura è sorta quasi spontaneamente. Dagli Stati Uniti all’Australia, dall’Inghilterra al Brasile, dalla Svizzera all’Argentina, ovunque nel mondo esistono Istituti di Architettura, alcuni fortissimi, altri meno, tutti operanti. Soltanto l’Italia non ha un organismo del genere, una casa dove coloro che producono l’architettura si ritrovano, concordano il loro lavoro, dibattono problemi, predispongono strategie per incidere, negli orientamenti della classe dirigente, nella vita del paese, nell’opinione pubblica. Questo vuoto è stato parzialmente colmato ora dall’Associazione fra i Cultori di Architettura, ora da un’Associazione Architetti, in qualche regione da un Collegio, spesso da enti di carattere professionale che hanno aggiunto alle loro già onerose funzioni alcune attività culturali. La stessa UIA, organizzando due convegni, si è assunta un carico che, all’estero, grava sugli Istituti Nazionali di Architettura. Tale è la situazione: un contesto di ottime intenzioni, un’incessante serie di iniziative che hanno vita breve e momentaneo successo. Nulla di istituzionalizzato, quindi nulla di solido, nessuna garanzia di continuità.

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