21/05/2016 – La Garbatella

IN/ARCH Lazio – le passeggiate romane

LA GARBATELLA, IL FIUME E LE SETTE CHIESE: TRA VALADIER, PIO VI E LE VILLE

21 maggio 2016 – prevista il 30 Aprile 2016 – Appuntamento: piazza D. Sauli, davanti alla scuola Cesare Battisti
Ore 16:00
Costo di partecipazione: € 15,00
Crediti formativi richiesti: 3

1) PREMESSA ED OBBIETTIVI FORMATIVI
Da Nanni Moretti in poi, crediamo di conoscere tutto della Garbatella. La ricchezza architettonica, ma
soprattutto degli spazi urbani progettati a scala di vicinato e di comunità qualifica questo insediamento
come il più notevole quartiere di edilizia popolare romana del ‘900. Tuttavia, esso si porta dietro da sempre
una sorta di stigma dell’isolamento: nasce e si sviluppa isolato, nel vuoto di una campagna solo
successivamente raggiunta e collegata alla città dalle espansioni di edilizia intensiva del secondo
dopoguerra. La nostra passeggiata intende sfatare questo mito, provando a ricostruire la rete delle
presenze e delle preesistenze in cui la Garbatella si inserisce con tutta la sua autorevolezza, presenze e
preesistenze che raccontano di una storia e di uno sviluppo interrotto, nella relazione complessa e
conflittuale con il fiume – le cui alluvioni, fino agli anni ’30 del ‘900, segnano le “marrane” di fondovalle di
tutta l’area, dal fiume Almone al fosso di Grottaperfetta –, nella prolungata vicenda di un isolamento delle
alture e dei tentativi e progetti di sviluppo, bonifica e trasformazione del territorio. Un rapporto, quello di
quest’area del suburbio, che si è tradotto in uno sviluppo urbano interrotto e differito, sul quale
l’urbanistica mussoliniana ha depositato il forte e controverso segno della via Imperiale, l’attuale via
Cristoforo Colombo. La nostra visita intende rileggere lo sviluppo moderno della Garbatella alla luce di una
rete di eventi e segni sedimentati sul territorio, in grado di articolare e contestualizzare l’idea di
“isolamento urbano” da sempre sottesa a questa pregiata enclave architettonica.

2) PROGRAMMA (3 cfp)
16:00 Introduzione e coordinamento a cura di VALENTINA PISCITELLI
16:15 LA GARBATELLA, OVVERO L’ISOLAMENTO DELLA “GARDEN CITY” (A. Mazza / V. Piscitelli)
17:20 IL FIUME E LE SETTE CHIESE: TRA VALADIER, PIO VI E LE VILLE. (A. Mazza / V. Piscitelli)
18:45 Domande e risposte
19:00 Saluti e ringraziamenti

3) RELATORI
– Relatore: Alessandro Mazza (dottorando/storico dell’architettura)
– Relatore: Valentina Piscitelli (architetto e membro del consiglio direttivo INARCH Lazio)

 

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Alla ricerca di una città normale

CANTIERE PERIFERIE verso una CITTÀ NORMALE: 

il 14 aprile la Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee 
e Periferie Urbane in collaborazione con l’Archivio Centrale dello Stato 

inaugurano la mostra “Alla ricerca di una città normale.
Il ruolo dei quartieri di iniziativa pubblica nell’espansione urbana degli ultimi 50 anni in Italia”,

 

Giovedì 14 aprile
Preview stampa ore 17
Inaugurazione al pubblico ore 18

 
Giovedì 14 aprile a Roma alle ore 18.00 presso l’Archivio Centrale dello Stato verrà inaugurata la mostra “Alla ricerca di una città normale. Il ruolo dei quartieri di iniziativa pubblica nell’espansione urbana degli ultimi 50 anni in Italia”, un contributo di conoscenza storica, scientifica e progettuale e di suggerimenti risolutivi nato dalla collaborazione del MiBACT-Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane con tre gruppi di ricerca delle Università di Roma, Napoli, Torino.
Una rassegna su quanto è stato realizzato in Italia dal 1962 a oggi nell’ambito dell’edilizia residenziale pubblica.
”Le periferie sono la vera sfida del XXI secolo, luoghi in cui vive, lavora e sogna la grande maggioranza degli abitanti delle nostre città. Organizzare questi spazi, connetterli ai grandi flussi metropolitani rispettandone le identità, restituire loro bellezza e armonia è il grande ruolo che gioca l’architettura in questo contesto” ha sottolineato oggi il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ricordando come il tema delle periferie e dello sviluppo delle città sarà il cuore del prossimo allestimento del Padiglione Italia alla 15 Mostra Internazionale di Architettura 2016 di Venezia.
“Le città pubbliche, in cui la cultura degli architetti e degli ingegneri ha incrociato positivamente le politiche del welfare, possono costituire uno dei motori di strategie allargate di riqualificazione e, spazio pubblico e servizi, sono il campo di azione su cui intervenire” afferma Federica Galloni, Direttore Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane. A partire dall’analisi dei quartieri di edilizia residenziale pubblica Italiana ( 60 casi ) selezionati volutamente di medie dimensioni ( 5000ab) l’obiettivo della mostra è quello di portare all’attenzione di un ampio pubblico come dal ‘62 al ‘90 l’intensa attività realizzativa di edilizia d’iniziativa pubblica sia stata, uno dei momenti in cui la cultura degli architetti e degli ingegneri ha incrociato positivamente le politiche del welfare d’interesse pubblico divenendo in alcuni casi essi stessi considerati dagli abitanti come centro urbano e che hanno sviluppato un forte senso identitario.
La Mostra, concepita come un viaggio attraverso le regioni italiane a partire dalla Sardegna, e lungo tutta la penisola fino a risalire alle regioni settentrionali rappresenta e racconta nei due piani della grande sala espositiva dell’Archivio Centrale dello Stato un importante capitolo, e non solo costruttivo, della storia recente del nostro Paese.
Al piano terra si percorre un viaggio organizzato per regioni tra immagini, video, materiali documentari, fotografie, modelli e disegni originali tutti provenienti dall’Archivio Centrale dello Stato.
Attraverso un “percorso di cantiere”, una grande rampa conduce al piano superiore dove, un allestimento di forte impatto comunicativo presenta la sezione dedicata alle problematiche progettuali qualificanti e ricorrenti nelle periferie: il rapporto di isolamento o integrazione dei nuovi quartieri con il paesaggio urbano e naturale, gli spazi pubblici, le attrezzature, i diversi modi dell’abitare, i processi di trasformazione  le relative azioni chiave da intraprendere per “ prendersi cura” della città pubblica.
Per il Sud sono in mostra tra gli altri il Sant’Elia di Cagliari, lo Zen 2 di Palermo e Monterusciello a Pozzuoli, simbolo d’una qualità notevole per ideazione progettuale o situazione paesaggistica ma densi di problemi sociali e funzionali, qui particolarmente accentuati. Per il Centro, molti quartieri manifestano un felice legame con la morfologia dei luoghi segnati dai diffusi paesaggi collinari che danno vita ad impianti urbani peculiari. Di contro, appare purtroppo sostanzialmente fallito l’esperimento dei quartieri ispirati al criterio della grande dimensione e dell’integrazione tra residenza e servizi, come nell’intervento di Vigne Nuove a Roma. Al Nord, sul tema della densità abitativa, si afferma l’equilibrio tra case alte e basse, appare rinsaldato il senso di appartenenza degli abitanti in quei quartieri riqualificati funzionalmente mentre resta irrisolto il ruolo dei servizi di vicinato.

Alla conferenza stampa parteciperà il Ministro Dario Franceschini.
Interverranno inoltre: Federica Galloni, Direttore Generale Arte e Architettura Contemporanee e le Periferie Urbane, Eugenio Lo Sardo, Sovrintendente dell’Archivio Centrale dello Stato, Pasquale Belfiore, Paolo Castelnovi, Piero Ostilio Rossi responsabili rispettivamente delle ricerche del Italia del Sud, Nord e Centro.

La mostra è aperta dal lunedì alla domenica, ore 11.00 – 18.00

Per ulteriori informazioni 

Ufficio stampa

Studio Martinotti +39 348 7460312

martinotti@lagenziarisorse.it www.francescamartinotti.com

30/04/2016 – IL VILLAGGIO OLIMPICO

IN/ARCH Lazio – Passeggiate Romane
IL VILLAGGIO OLIMPICO
rinviata al 30 aprile 2016 –  prevista il 24 aprile 2016 – prevista il 17 aprile 2016
Ore 10:30
luogo dell’appuntamento in via Unione Sovietica angolo viale XVII Olimpiade

Crediti formativi richiesti: 3
Costo di partecipazione: € 15,00

1) PREMESSA ED OBBIETTIVI FORMATIVI
Nella piana tra la collina di Villa Glori e il Tevere, per gli eventi bellici si era costituito negli anni quaranta del secolo scorso un agglomerato di baracche di sfollati, conosciuto come campo Parioli. Per sgomberare e demolire l’agglomerato, fu colta l’occasione delle Olimpiadi di Roma, nel 1960.
Il Villaggio Olimpico, fu costruito nella piana negli anni 1958-59 su progetto degli architetti Vittorio Cafiero, Adalberto Libera, Amedeo Luccichenti, Vincenzo Monaco e Luigi Moretti.
Il complesso immobiliare fu edificato con il contributo economico di vari enti e successivamente le opere edilizie furono consegnate all’I.N.C.I.S. (Istituto Nazionale Case per gli Impiegati dello Stato), ed assegnate tramite concorso ad impiegati dello Stato. Nel 1972 con lo scioglimento dell’INCIS la gestione del patrimonio passò allo I.A.C.P., con 111 abitazioni, mentre altre 38 sono gestite dal Comune.
Nel 1985 gli assegnatari riscattarono fino ad oltre il 90% degli appartamenti, che sono diventati così di proprietà privata.
Il percorso prevede un itinerario tra le vie, le piazze e gli spazi singoli del V.O. con partenza da Via U. Sovietica, Via Svizzera, Via Olanda, Via Portogallo, Piazza Grecia, Via Turchia e Via Cecoslovacchia, Via degli Olimpionici, Via Jugoslavia, etc, al fine di riscoprire la storia del complesso alla luce dei documenti emersi recentemente dall’archivio Monaco Luccichenti.

2) PROGRAMMA (3 cfp)
10:30 Introduzione e coordinamento a cura di Valentina Piscitelli
10:45 illustrazione della storia progettuale (sia urbanistica che edilizia) del Villaggio Olimpico (arch. P. La Franca)
12:00 descrizione del complesso in relazione ai ruoli dei vari progettisti ed in particolare del ruolo degli arch. Monaco e Luccichenti (arch. E. Monaco)
13:15 Domande e risposte
13:30 Saluti e ringraziamenti

3) RELATORI
– Valentina Piscitelli (architetto, membro del consiglio direttivo INARCH Lazio)
– Edoardo Monaco (architetto)
– Paolina La Franca (architetto, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo)

 

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23/05/2016 – Agricoltura e archeologia

Agricoltura e archeologia
23 maggio 2016 – sala conferenze ACER, via di Villa Patrizi 11, Roma
Ore 19:00
Costo di partecipazione: GRATUITO
Crediti formativi richiesti: 2
1) PREMESSA ED OBBIETTIVI FORMATIVI
Roma ha straordinarie potenzialità – economiche, culturali, gestionali, di qualità architettonica e
ambientale – e ciò che oggi appare come un ostacolo insormontabile alla realizzazione delle trasformazioni
urbane (i resti archeologici e la città sommersa, la stratificazione storica, la complessità del tessuto urbano)
deve essere ribaltato invece come una straordinaria occasione di sviluppo. Le Soprintendenze
archeologiche romane, in ragione dei nuovi orientamenti del MIBACT, saranno a breve riorganizzate in
quattro nuovi settori separati e indipendenti, che riguardano l’area centrale, il sistema dei musei e del
Colosseo e l’Appia Antica. Qualcosa di simile avverrà anche per i settori dell’Architettura e del Paesaggio. E’
dottrina consolidata che per la riqualificazione urbana sia necessario agire soprattutto sulle aree periferiche,
il cui patrimonio edilizio esistente è spesso slabbrato e incorpora aree di diversa natura e valore: aree
interstiziali con aree agricole, aree archeologiche e produttive/commerciali. Tuttavia per intervenire in
questi ambiti in modo strutturale è necessario coinvolgere in modo sinergico e fattivo tutte le componenti
interessate alla trasformazione: la cittadinanza, i progettisti, le imprese, le amministrazioni comunali e
statali. Tutela e valorizzazione richiedono processi di governo innovativi, flessibili e partecipati. La cura dello
spazio pubblico, infine, che è il cuore della qualità e della sostenibilità urbana, richiede capacità progettuale,
risorse per gli investimenti e corretta politica amministrativa.
2) PROGRAMMA (2 cfp)
19:00 Introduzione e coordinamento a cura di Massimo Locci
19:15 I processi di riorganizzazione delle Soprintendenze romane (G. Bulian )
19:15 La qualità dello spazio storico contrapposta alla scarsa qualità delle nostre periferie (A. Muntoni)
19:15 Gli strumenti innovativi e premiali previsti dal piano regolatore (M. Locci)
19:15 Le forme di controllo della qualità urbana ed edilizia (C. Presta)
21:15 Domande e risposte
21:30 Saluti e ringraziamenti
3) RELATORI
– Massimo Locci (architetto e docente Universitario)
– Alessandra Muntoni (architetto e docente Universitario)
– Giovanni Bulian (architetto)
– Claudio Presta (architetto e docente Universitario)

 

Oggetto: [23/05/2016 - Agricoltura e archeologia]

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