rinnovo del Consiglio direttivo IN/ARCH lazio

AMEDEO SCHIATTARELLA ELETTO PRESIDENTE IN/ARCH LAZIO
L’assemblea generale dei soci dell’IN/ARCH Lazio è stata convocata per il giorno 3 aprile 2018, presso l’ACER in via di Villa Patrizi 11 – Roma, con il seguente ordine del giorno:

votazioni per il rinnovo del Consiglio direttivo IN/ARCH lazio
Alle ore 17.00 si è costituito il seggio per le votazioni.
Vengono nominati:

il presidente del seggio nella persona di Stefano Donati, lo scrutatore nella persona di Claudio Betti.
Alle ore 17.30 si sono aperte le urne. Dagli scrutini risultano eletti e quindi componenti del nuovo consiglio direttivo :

MEMBRI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

Architetti Ingegneri
Giovanni Ascarelli, Matteo Costanzo, Mattia Darò, Andrea Mazzoli, Maria Luisa Palumbo
Sostenitori
ACER (rappresentata da Gioia Gorgerino)
Ditte, Enti, ecc
Celletti costruzioni generali srl (rappresentata da Karim Waly), SAICOM srl (rappresentata da Marco Vivio)
Aderenti
Emilia Giorgi, Francesco Nucci

REVISORI DEI CONTI

Architetti Ingegneri Leone Spita, Emma Tagliacollo
Sostenitori
Lamaro Appalti (rappresentata da Claudio Toti), Sorgente Brand srl (rappresentata da Elisabetta Maggini)
Ditte, Enti, ecc
Edilizia Immobiliare Rio (rappresentata da Tito Muratori), Ordine degli Architetti PCC di Roma e Provincia (rappresentato da Marco Maria Sambo)
Aderenti
Paolo Conti

Alle 18.30 il Presidente del seggio dichiara chiusa l’Assemblea elettiva.

A seguire dopo la proclamazione del nuovo Consiglio direttivo i membri eletti hanno procedeto alla:

nomina del Presidente
nomina del Vicepresidente/i, Tesoriere, Il/la Segretario/a
nomina dei rappresentanti presso il consiglio direttivo nazionale
All’unanimità viene eletto presidente Amedeo Schiattarella

Dopo le comunicazioni del presidente si passa alla nomina del Vicepresidente/i, Tesoriere, Il/la Segretario/a.
All’unanimità, e su proposta del presidente, vengono nominati:

Vicepresidenti: Giovanni Ascarelli e Marco Vivio (in rappresentanza della SAICOM srl)
Tesoriere: Karim Waly (in rappresentanza della Celletti costruzioni generali srl)
Segretario: Emma Tagliacollo
Vengono riconfermati rappresentanti presso il consiglio direttivo nazionale Rosario Pavia e Guendalina Salimei
Alle ore 20.00 terminano i lavori.

COMPOSIZIONE DEL NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO IN/ARCH LAZIO
Presidente – Amedeo Schiattarella
Vicepresidenti – Giovanni Ascarelli e Marco Vivio (in rappresentanza della SAICOM srl)
Tesoriere – Karim Waly (in rappresentanza della Celletti costruzioni generali srl)
Segretario – Emma Tagliacollo

MEMBRI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

Architetti Ingegneri – Giovanni Ascarelli, Matteo Costanzo, Mattia Darò, Andrea Mazzoli, Maria Luisa Palumbo
Sostenitori – ACER (rappresentata da Gioia Gorgerino)
Ditte, Enti, ecc -Celletti costruzioni generali srl (rappresentata da Karim Waly), SAICOM srl (rappresentata da Marco Vivio)
Aderenti – Emilia Giorgi, Francesco Nucci

REVISORI DEI CONTI

Architetti Ingegneri – Leone Spita, Emma Tagliacollo
Sostenitori – Lamaro Appalti (rappresentata da Claudio Toti), Sorgente Brand srl (rappresentata da Elisabetta Maggini)
Ditte, Enti, ecc – Edilizia Immobiliare Rio (rappresentata da Tito Muratori), Ordine degli Architetti PCC di Roma e Provincia (rappresentato da Marco Maria Sambo)
Aderenti – Paolo Conti

Nicola De Risi

Roma, 2 giugno 2015

Care amiche, cari amici dell’INARCH, care e cari amici che a ogni titolo siete partecipi e testimoni dell’architettura italiana con una grande passione e una missione,

ho saputo oggi della scomparsa di Nicola DE RISI.

Nel fare alla sua cara famiglia, la moglie Laura e il figlio Vincenzo, le mie condoglianze più sentite, per la perdita di un uomo non comune sia nell’intelletto sia per una vita esemplare per la tempra morale, la fedeltà a un ideale, il disinteresse personale, sento di dover dire anche a tutti voi della mia forte emozione, perché per un bel tratto della vita ho avuto la fortuna di frequentarlo da vicino e di imparare molto da lui, che mi volle prima segretario dell’INARCH Lazio e poi appoggiò l’idea che ne diventassi presidente, cosa che ho fatto per dieci anni di grande impegno.

Non sempre siamo andati d’accordo, Nicola non aveva un carattere molto facile e oggi mi chiedo se non sia stato piuttosto io ad avere in qualche caso peccato di giovanile entusiasmo cadendo in una non voluta arroganza, ma in ogni caso il nostro rapporto si è basato per lunghi anni, da vicino e da lontano, su un sincero rispetto reciproco, direi di stima e di affetto, e in una concorde fedeltà all’Istituto, grazie anche alla nostra comune frequentazione di grandi figure che gli hanno dato vita, l’elenco sarebbe molto lungo, ma in questo momento io fra questi penso soprattutto a Bruno Zevi e a Lucio Passarelli, due maestri che attraverso l’architettura ci hanno introdotto al suo significato più profondo come professione di libertà e come nostro modo di essere cittadini di un Paese tanto amato quanto a volte difficile da comprendere nelle sue contraddizioni.

Come loro Nicola è l’INARCH, è la storia di un Istituto che ha portato in Italia il dibattito internazionale per molti anni. Il suo insegnamento con un lavoro preziosissimo e con un raro spirito di abnegazione rappresenta l’Istituto più di ogni statuto o documento.

Domani dovrò purtroppo con dispiacere ricordarlo da lontano perché già impegnato a Milano da improrogabili impegni, ma sarò con voi in spirito nel ricordarlo e fargli il giusto onore che merita e volentieri farò con voi in seguito una riflessione per la valorizzazione di questo nostro straordinario amico cui l’architettura italiana deve molto, moltissimo.

Vi sono vicino
Franco ZAGARI

” “

Il 2 giugno scorso è venuto a mancare Nicola De Risi, fondatore e storico segretario dell’ Istituto Nazionale di Architettura. Luigi Prestinenza ne ha immediatamente commentato la scomparsa nella PresStletter, la Segreteria dell’Istituto e Franco Zagari hanno  inviato un sentito ricordo in cui molti di noi, che hanno avuto la fortuna di conoscerlo a fondo, si sono identificati.

Al giovane Nicola (era nato a Bari nel 1925), nell’estate del ’59, Bruno Zevi chiese di occuparsi della segreteria nazionale dell’istituendo IN/ARCH. In quarant’anni, con un ristretto staff di bravi collaboratori, ha proposto e organizzato circa 2000 iniziative (mostre, incontri, convegni, ricerche) che  lo hanno messo in contatto con i protagonisti dell’Architettura del ‘900, ma anche con le giovani generazioni di architetti. Molti di loro, come il sottoscritto, nonostante la differenza di età, si consideravano suoi amici, uno con cui confrontarsi, discutendo non solo di architettura ma di “arte, musica, letteratura, cinema e di ogni forma della creatività umana”.

Nicola De Risi  non era un architetto ma ha fatto moltissimo per l’architettura, per la sua conoscenza e diffusione. Fin da ragazzo nella sua casa barese, come spesso ricordava, si respirava l’aria del progetto e del cantiere: il padre produceva mobili; la madre era una Dioguardi, nota famiglia di costruttori.

Oltre che un intellettuale raffinato, dunque, è stato una figura importante per la cultura architettonica italiana, divenendo esso stesso un committente illuminato. Nel ’97, per celebrare il suo pensionamento dall’IN/ARCH, decide di promuovere a sue spese un Concorso Internazionale con un tema del tutto inedito: “Nuovi modi di abitare la campagna” che, oltre agli ottimi esiti realizzativi del progetto vincitore (capogruppo Sergio Bianchi), riveste plurimi significati. Tra i più rilevanti ribadire il valore etico del confronto progettuale (sono arrivate molte interessanti proposte, valutate da una giuria d’eccellenza), procedura ancor più valida se i promotori sono i privati. Non meno significativo è il sostenere “le ragioni dell’architettura contemporanea ed il suo diritto ad esistere e a integrarsi anche in un contesto rurale”, in genere nel paesaggio.

Nicola De Risi non era solo un committente illuminato ma un precursore appassionato e, in qualche modo, il co-progettista dell’opera: nella sua casa ha fortemente voluto che “luce, acqua ed energie che piovono a terra vengano utilizzate per alimentare e nutrire il suolo, che la copertura fosse attivata da pannelli fotovoltaici e da un macro-pergolato, in modo da filtrare la radiazione solare e creare un ambito protetto a terra per il lavoro all’aperto.” Un progetto concreto che a dispetto della originale morfologia rispetta tutte le normative urbanistiche ed edilizie vigenti. “L’edificio proposto ricalca le dimensioni e la posizione dell’esistente. La giacitura sul lotto è la medesima, ribaltando la sezione in modo da minimizzare l’ingombro a terra e offrire il massimo dello sviluppo in quota.”

Trasparente e leggera, articolata ed aperta verso lo spazio esterno, proiettata sul paesaggio con volumi levitanti, terrazze a lastra ed esili  brise-soleil, la casa di Bellegra non passa inosservata. Rispetto al contesto naturalistico, un paesaggio aperto e non troppo antropizzato, l’edificio si relaziona per differenza, contrapponendo una  morfologia frammentata alla massa omogenea della collina.

Tema straordinariamente vitale e attuale che, però, non ha trovato piena attuazione. Nonostante l’abnegazione di De Risi e senso di responsabilità per portarlo a realizzazione, le energie spese (acquisto del suolo sulla collina a Bellegra, coinvolgimento a 360° per ottenere nel 2004 il permesso di costruire, un rilevante impegno finanziario/procedurale per oltre dieci anni) l’opera non è mai stata del tutto completata. Ha ricevuto svariati premi (Ala Assorchitetti, Capocchin, RomArchitettura) ma non è stata mai usata, né tantomeno  ha trovato un acquirente disposto a finirla.

Gli esiti espressivi, del tutto differenti dalle soluzioni che siamo abituati a vedere nelle nostre campagne, si oppongono alla banalizzazione. Non si può accettare, quindi, che lo spazio rimanga inutilizzato. L’impegno di Nicola merita una risposta fattiva da parte della categoria dei progettisti e dei costruttori illuminati, con cui si è sempre confrontato, ma anche del mondo culturale e, in generale, degli appassionati dell’architettura contemporanea.

La scelta determinata di Nicola non può concludersi così. In questi anni è stata fondamentale per portare a termine l’operazione e ora bisogna fare in modo che l’edificio non divenga un rudere, dando ragione a chi a suo tempo l’ha osteggiato o non ha capito il valore di questa operazione visionaria ma concreta. Per molto tempo Nicola De Risi l’ha offerta (anche gratuitamente) alle Accademie e agli istituti culturali stranieri per farne  un Centro di Studi/foresteria per appassionati  di architettura e pittura del/nel Paesaggio, riprendendo la tradizione di artisti stranieri presenti in quel territorio viva fino alla metà del Novecento. Sarebbe opportuno che qualche istituzione ne sostenesse almeno l’avviamento.

Considerando che gran parte dell’edificio è prefabbricata, infine, si potrebbe anche ipotizzare di smontarlo e di ricostruirla Roma, magari in un parco urbano per farne la sede dell’IN/ARCH. Un’ipotesi simile non è peregrina, è stata già affrontata a Fiesole e sostenuta da molti esperti e critici, per salvare la Bachman Wilson House di F.L.Wright detinata alla distruzione.

L’oggetto, consapevolmente artificiale e non mimetico, sarebbe anche a Roma un inserto prezioso nella natura.

Massimo Locci

E' scomparso oggi (2 giugno) Nicola De Risi, segretario dell'IN/ARCH sin dalla fondazione dell'Istituto nel 1959. La sua straordinaria figura di intellettuale, di protagonista della cultura architettonica italiana del '900, ha incarnato l'identità stessa dell'Istituto per 50 anni. Ideatore e protagonista instancabile di migliaia di eventi, conferenze, mostre, occasioni di dibattito e riflessione.
A lui Bruno Zevi volle affidare questa bellissima realtà dell'architettura italiana e lui dedicò tutta la sua vita per farla crescere ed affermare.
A lui l'IN/ARCH deve una immensa riconoscenza. Lo ricorderemo sempre.
I funerali di Nicola De Risi si terranno domani, 3 giugno, alle ore 14.00 presso la Chiesa di Santa Prisca all'Aventino

” “

Re: le info dell'IN/ARCH Lazio
giovedì 4 giugno 2015 - 10:40
Da: Associazione Metamorph - info@studio-metamorph.it
A: info@inarchlazio.it

Caro Franco,
grazie per la tua bella lettera che unisce il dispiacere per la perdita di Nicola De Risi a una appassionata condivisione di interessi culturali e umani.
Purtroppo leggiamo con ritardo la tua lettera. Avremmo voluto essere presenti e vicini ai suoi familiari.
Ti prego di far loro avere se puoi, attraverso l’INARCH Lazio, i nostri sentimenti di affetto e di vicinanza.
Un caro saluto.
Alessandra Muntoni, Marcello Pazzaglini, Gabriele De Giorgi

” “

In occasione della scomparsa di Nicola De Risi, Franco Zagari ha voluto indirizzare una sua sentita espressione di apprezzamento per il contributo di De Risi, e di ricordo per quanto l’ Istituto abbia compiuto per l’architettura.

Avendo visto  il mio nome affiancato a quello di Bruno Zevi, vorrei ringraziarlo ma anche sottolineare che la creazione dell’ Inarch (chi non ricorda la riunione al Teatro Eliseo ?), la diffusione dell’iniziativa e soprattutto la sua caratterizzazione appartengono all’intuizione, alla passione, alla formidabile capacità di Bruno.

Come tanti altri ho collaborato in vari ruoli a livello centrale e periferico. Tutto qui.

 

Lucio Passarelli

” “

Carissimo Nicola, un ultimo commosso saluto e il ricordo delle tante cose belle fatte insieme e grazie a te.

Un abbraccio affettuoso a Laura.

Elio Piroddi

” “

Volevo anch’io associarmi al ricordo di Nicola, che ho conosciuto quando ero studente di architettura, ed ho avuto modo di seguire ed apprezzare nel suo grande e disinteressato impegno per l’Inarch e la diffusione della cultura architettonica. Forse l’Istituto non avrebbe più di cinquant’anni di storia senza il suo  contributo.

Marco Vivio

presidente 1996 al 2004

 

Fra le opere realizzate:

– 1990. “Giardino Italiano” per l’EXPO Universale di Osaka, Giappone, divenuto giardino pubblico della Città di Osaka; Honour Prize, 4 Best Prizes, 2 Gold medals, 3 Silver medals.
Oltre 20.000.000 di visitatori
– 1992. “Giardino DNA 92” per il Festival des Jardins di Chaumont sur Loire, Francia per Région Centre e Ministère de la Culture
– 1992. “Piazza Matteotti”, per il Comune di Catanzaro, inaugurata nel 1992. Progetto esecutivo e direzione lavori
– 1992. “Villa Leopardi a Roma”, per il Comune di Roma. “Progetto paesaggistico di dieci stazioni di servizio sul Grande Raccordo Anulare” di Roma per l’ANAS
– 1993. “Le jardin de M. Hulot”, opera sperimentale realizzata alla Fiera di Niort 1993. Opera temporanea. Progetto esecutivo e direzione lavori
– 1994. “Centre d’accueil delle Grotte preistoriche di Niaux”, Pirenei, Francia (con M.Fuksas, J.-L.Fulcrand – G.Jourdan)
– 1996. “Piazza Amedeo di Savoia” (con E.Giammatteo), Cisterna di Latina
– 1996. “Piazza dell’Institute Universitaire de Technologie”, Tremblay en France (Parigi)
– 1997. “Piazza e Parco di via Galati”, Parco pubblico di tre ettari sopra due parcheggi interrati. Per la Società Plauto in concessione per il Comune di Roma
– 1998. “Piazza Montecitorio”, Camera dei Deputati e Comune di Roma.
– 1999-2001. “Piazza Marconi”, per il Comune di Brisighella (Ra)
– 2000. “Giardino di Villa Lante al Gianicolo”, Roma, per l’Accademia di Finlandia in Roma
– 2000. “Piccolo cosmo in quattro movimenti”. Una installazione di Franco ZAGARI fotografata da Antonio Perazzi. La Biennale di Venezia. IX Biennale di Architettura, le Gaggiandre
– 2001. “Complesso monumentale del San Giovanni”, Catanzaro, ristrutturazione, restauro e piazza giardino (con G. Cimbolli Spagnesi)
– 2001. “Piazza Aurelio Saffi” (con E. Giammatteo) per il Comune di Cisterna di Latina
– 2002. “Auditorium. Parco della Musica”, per il Comune di Roma in costruzione, inaugurazione prevista per il dicembre 2002. In gran parte già aperto al pubblico. Consulenza sull’urbanistica e gli spazi esterni per Renzo Piano
– 2002. “Piazza XIX Marzo” (con E. Giammatteo) per il Comune di Cisterna di Latina (LT). Inaugurazione luglio 2002
– 2002. “Isola pedonale di Via Manzoni” Montegrotto Terme (PD)
– 2002. “Lungomare di Porto Sant’Elpidio” (con D.Rosettani), per il Comune di Porto Sant’Elpidio (AP)

Concorsi internazionali:

– 2001. “Reamenagement esplanade de la Major a Marsiglia”. Concorso internazionale a inviti

– 2002. “Parco Forlanini a Milano”, Concorso internazionale a inviti

– 2003. “Riformation of the Pireaus Street of Athens” per le Olimpiadi di Atene (Progetto paesaggistico per il gruppo Tsagaratos) Progetto preliminare in elaborazione

Autore di numerosi saggi, fra i quali:

– L’architettura del giardino contemporaneo, Mondadori De Luca, Roma 1988
– Bibliotheca Alexandrina, Unesco Pnud Carte Segrete, Roma Parigi 1990
– Giardino italiano a Osaka, Over Milano 1990
– Sull’abitare. Figura Materia Densità, Over, Milano 1991
– Casa Italia in Japan, Electa, Milano 1993
– Piazza Montecitorio, Camera dei deputati, Roma 1998

E’ autore della mostra “Oltre il giardino. L’architettura del giardino contemporaneo” esposta a Roma, Milano, Trento, Cosenza, Monaco di Baviera, Innsbruck, Graz, Vienna, Londra, Edinburgo, Cordoba e Buenos Aires, San Paolo.

E’ autore di sei documentari per la Rai, Radio Televisione Italiana-DSE dal titolo “L’architettura del giardino contemporaneo” con la regia di Enzo De Amicis (1988).

Lucio Passarelli

presidente dal 1980 al 1996

Lucio Passarelli nasce a Roma nel 1922. Si laurea in Ingegneria Civile nel 1945. 

Lucio Passarelli nasce a Roma nel 1922. Si laurea in Ingegneria Civile nel 1945. E’ Accademico Nazionale nella classe Architettura dell’ Accademia Nazionale di San Luca; Accademico, sempre nella classe Architettura, della Pontificia Accademia dei Virtuosi del Pantheon; membro effettivo dell’ Istituto Nazionale di Urbanistica; membro della Giunta dell’Istituto Nazionale di Architettura e già presidente della Sezione di Roma e del Lazio; membro della Commissione per la Tutela dei Beni Culturali della Santa Sede; membro dell’ UNESCO – Sezione Italiana, e di altre organizzazioni. A partire dal 1950 ad oggi, ha guidato la progettazione architettonica dello Studio Passarelli. L’attività dello Studio Passarelli è iniziata alla fine dell’ ottocento con l’ Architetto Ingegnere Tullio Passarelli (1869-1941), progettista e direttore dei lavori di importanti edifici realizzati soprattutto a Roma, quali: l’Istituto S. Giuseppe, il Collegio De Merode, la Chiesa di S. Teresa, la Chiesa di S. Camillo, la Borsa in Piazza di Pietra, i Magazzini Generali al Porto Fluviale. Nello Studio sono successivamente entrati, assicurandone la continuità e l’espansione, i figli di Tullio: Vincenzo (deceduto nel 1985), Fausto (deceduto nel 1998), Lucio , e recentemente i figli di Lucio, Tullio e Maria, e il nipote, Tullio Leonori. L’attività si è sviluppata con importanti progetti e realizzazioni nel campo di sedi di Istituti finanziari e industriali, edilizia residenziale e sociale, ricerca e sperimentazione, complessi di edifici per l’istruzione, museali, biblioteche, piani urbanistici, interni e vari altri. Lo Studio ha partecipato a numerosi concorsi di progettazione, nazionali e internazionali, riportando successi e segnalazioni. Si ricordano alcuni tra i principali progetti e realizzazioni: – la Sede dell’ Istituto Mobiliare Italiano e dell’Ufficio Italiano Cambi, in Via delle IV Fontane, Roma – la Nuova Sede dell’Istituto Mobiliare Italiano, all’ EUR, Roma – il Centro Direzionale e Centro Sportivo Pubblico per la FIAT a Milano, Corso Sempione – il Centro Direzionale FIAT a Torino, S. Paolo – la Sede della Direzione Generale degli Istituti di Previdenza del Ministero del Tesoro, a Roma – l’edifico polifunzionale di Via Campania, Roma – il complesso edilizio residenziale e terziario per l’ I.M.I. in Via Muratori, a Milano – il complesso edilizio dell’Istituto Autonomo Case Popolari a Vigne Nuove, Roma – il primo premio al Concorso per il Padiglione italiano alla Biennale di Venezia – il primo premio al Concorso per i Tribunali a Roma, Piazzale Clodio – il progetto vincitore del Concorso Internazionale per il Nuovo Museo dell’Acropoli di Atene – il progetto vincitore per il Palacongressi di Riccione, in fase di realizzazione – il progetto vincitore del concorso per una Chiesa e Centro Parrocchiale a Roma, realizzato – la partecipazione allo “Studio Asse”: studi di fattibilità. Ricerche, analisi ed esemplificazioni progettuali per le zone direzionali di Roma – l’Istituto Massimiliano Massimo, e Chiesa, all’ EUR, Roma – il Collegio Internazionale S. Tommaso d’ Equino,e Chiesa, in Via degli Ibernesi, a Roma – il restauro e ristrutturazione dell’ex Istituto dei Ciechi di Guerra per l’Università LUISS, in Via Parenzo a Roma – il Padiglione Italiano all’ Expo Universale del 1967 a Montreal – la Nuova Ala di Musei Vaticani a Roma: Musei Archeologico ed Etnologico – l’ Hotel Sheraton all’EUR, Roma – il progetto per i Nuovi Ingressi ai Musei Vaticani per il Giubileo del 2000 – la ristrutturazione della Biblioteca Nazionale Centrale, a Roma Lo Studio ha ottenuto i premi IN/ARCH nel 1961, 1964 e 1969; il Grand Prix d’ Architecture du Cercle d’Etudes Architecturales nel 1975 per la Nuova Ala dei Musei Vaticani; la Mention Spècial du Concours Cembureau nel 1975; il primo premio per il Miglior Edificio degli ultimi 50 anni (per la palazzina di Via Campania), promosso dal Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri di Roma nel 1984; il premio Europa 1995-1996 per la ristrutturazione dell’ edificio di Aschieri in Via Parenzo per l’ Università LUISS.

Livio Sacchi

Livio Sacchi – Presidente dell’IN/ARCH Lazio dal 1994 al 2010

 

Architetto, è professore ordinario di Disegno dell’architettura presso la Facoltà di Architettura di Pescara, Università degli Studi “G. D’Annunzio” – Chieti.

Iscritto all’Ordine degli Architetti di Roma, è presidente della Sezione laziale dell’IN/ARCH, Istituto Nazionale di Architettura, ed è responsabile per l’architettura, l’urbanistica e il design presso l’Istituto della Enciclopedia Italiana fondato da G. Treccani.

Redattore della rivista “Op. Cit., Selezione della critica d’arte contemporanea”, vicedirettore della rivista “il Progetto”, è stato fra i coordinatori della XVII Triennale di Milano.

Fra le sue pubblicazioni: Il disegno dell’architettura americana, Laterza, Roma-Bari 1989; La rappresentazione della modernità, in Richard Meier, Electa, Milano 1993; L’idea di rappresentazione, Kappa, Roma 1994; L’architettura del Rinascimento e L’architettura del Manierismo, in Dalla architettura al design, L’Italia e la formazione della cultura europea, UTET, Torino 1994; L.A., California, Modo, Milano 1998; Daniel Libeskind, Museo ebraico Berlino, Testo & immagine, Torino 1998; Il Novecento, in Topocronologia dell’architettura europea, Zanichelli, Bologna 1999; Dal Futurismo al futuro possibile, Skira, Milano 2002 (a cura di, con F. Purini); Architettura e cultura digitale (a cura di, con M. Unali), Skira, Milano 2003; Franco Zagari, L’interpretazione del paesaggio, Testo & immagine, Torino 2003; Tokyo-to, Architettura e città, Skira, Milano 2004.

Suoi scritti, progetti e realizzazioni sono pubblicati sulle principali riviste italiane e straniere.

Vive e lavora a Roma.

 

 

Regolamento Regionale IN/ARCH Lazio

Approvato dalla prima Assemblea Nazionale degli Iscritti – Roma 29 settembre 1960
Art.1 SCOPI

E’ costituita in Roma la Sezione Laziale dell’Istituto Nazionale di Architettura, del cui Statuto questo regolamento costituisce norma di attuazione.

Art.2 SEDE
La sede della Sezione Regionale Laziale è in Roma.

Art.3 SOCI

Sono Soci della Sezione tutti colore che, in possesso dei requisiti richiesti dall’articolo 3 dello Statuto lettrera a) e b), ne fanno richiesta scritta, precisando la categoria cui intendono iscriversi, e versano la prescritta quota.

Art.4 ORGANI DELIBERATIVI ED ESECUTIVI

Sono organi della Sezione:

– l’Assemblea Generale dei Soci;

– il Consiglio Direttivo Laziale;

– i Revisori dei Conti;
I Soci, che rivestono cariche in seno alla sezione, prestano la loro opera gratuitamente.

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discorso di Bruno Zevi per la Fondazione dell’IN/ARCH

L’idea di costituire un Istituto Nazionale di Architettura è emersa nel seno della sezione italiana dell’Unione Internazionale degli Architetti. Non è un caso. Per i suoi compiti, la nostra sezione UIA è venuta a contatto con le organizzazioni di architettura di molti -paesi, ha visto come funzionano, ne ha analizzato la struttura. L’idea di un Istituto Nazionale di Architettura è sorta quasi spontaneamente. Dagli Stati Uniti all’Australia, dall’Inghilterra al Brasile, dalla Svizzera all’Argentina, ovunque nel mondo esistono Istituti di Architettura, alcuni fortissimi, altri meno, tutti operanti. Soltanto l’Italia non ha un organismo del genere, una casa dove coloro che producono l’architettura si ritrovano, concordano il loro lavoro, dibattono problemi, predispongono strategie per incidere, negli orientamenti della classe dirigente, nella vita del paese, nell’opinione pubblica. Questo vuoto è stato parzialmente colmato ora dall’Associazione fra i Cultori di Architettura, ora da un’Associazione Architetti, in qualche regione da un Collegio, spesso da enti di carattere professionale che hanno aggiunto alle loro già onerose funzioni alcune attività culturali. La stessa UIA, organizzando due convegni, si è assunta un carico che, all’estero, grava sugli Istituti Nazionali di Architettura. Tale è la situazione: un contesto di ottime intenzioni, un’incessante serie di iniziative che hanno vita breve e momentaneo successo. Nulla di istituzionalizzato, quindi nulla di solido, nessuna garanzia di continuità.

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