30/04/2016 – IL VILLAGGIO OLIMPICO

IN/ARCH Lazio – Passeggiate Romane
IL VILLAGGIO OLIMPICO
rinviata al 30 aprile 2016 –  prevista il 24 aprile 2016 – prevista il 17 aprile 2016
Ore 10:30
luogo dell’appuntamento in via Unione Sovietica angolo viale XVII Olimpiade

Crediti formativi richiesti: 3
Costo di partecipazione: € 15,00

1) PREMESSA ED OBBIETTIVI FORMATIVI
Nella piana tra la collina di Villa Glori e il Tevere, per gli eventi bellici si era costituito negli anni quaranta del secolo scorso un agglomerato di baracche di sfollati, conosciuto come campo Parioli. Per sgomberare e demolire l’agglomerato, fu colta l’occasione delle Olimpiadi di Roma, nel 1960.
Il Villaggio Olimpico, fu costruito nella piana negli anni 1958-59 su progetto degli architetti Vittorio Cafiero, Adalberto Libera, Amedeo Luccichenti, Vincenzo Monaco e Luigi Moretti.
Il complesso immobiliare fu edificato con il contributo economico di vari enti e successivamente le opere edilizie furono consegnate all’I.N.C.I.S. (Istituto Nazionale Case per gli Impiegati dello Stato), ed assegnate tramite concorso ad impiegati dello Stato. Nel 1972 con lo scioglimento dell’INCIS la gestione del patrimonio passò allo I.A.C.P., con 111 abitazioni, mentre altre 38 sono gestite dal Comune.
Nel 1985 gli assegnatari riscattarono fino ad oltre il 90% degli appartamenti, che sono diventati così di proprietà privata.
Il percorso prevede un itinerario tra le vie, le piazze e gli spazi singoli del V.O. con partenza da Via U. Sovietica, Via Svizzera, Via Olanda, Via Portogallo, Piazza Grecia, Via Turchia e Via Cecoslovacchia, Via degli Olimpionici, Via Jugoslavia, etc, al fine di riscoprire la storia del complesso alla luce dei documenti emersi recentemente dall’archivio Monaco Luccichenti.

2) PROGRAMMA (3 cfp)
10:30 Introduzione e coordinamento a cura di Valentina Piscitelli
10:45 illustrazione della storia progettuale (sia urbanistica che edilizia) del Villaggio Olimpico (arch. P. La Franca)
12:00 descrizione del complesso in relazione ai ruoli dei vari progettisti ed in particolare del ruolo degli arch. Monaco e Luccichenti (arch. E. Monaco)
13:15 Domande e risposte
13:30 Saluti e ringraziamenti

3) RELATORI
– Valentina Piscitelli (architetto, membro del consiglio direttivo INARCH Lazio)
– Edoardo Monaco (architetto)
– Paolina La Franca (architetto, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo)

 

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15/05/2016 – DA VALLE GIULIA AI MONTI PARIOLI: LA CITTA’ DELLE ARTI, LE VILLE ANTICHE E IL PANORAMA

IN/ARCH Lazio – le passeggiate romane
DA VALLE GIULIA AI MONTI PARIOLI: LA CITTA’ DELLE ARTI, LE VILLE ANTICHE E IL
PANORAMA
Domenica 15 maggio 2016 – Appuntamento: Via Gramsci, alla base della scalinata della Facoltà di
Architettura
Ore 16,00
Costo di partecipazione: € 15,00
Crediti formativi richiesti: 3
1) PREMESSA ED OBBIETTIVI FORMATIVI
Ricostruiremo la genesi e lo sviluppo della Valle delle Accademia, vera e propria “città dell’Arte”, realizzata
in vista dell’Esposizione del 1911, con importanti architetture, alcune dal carattere fortemente
sperimentale, espressione delle culture nazionali delle varie realtà europee. Una vocazione rafforzata dalla
costruzione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, e continuata fino agli anni ’60 con la costruzione di
nuove Accademie e Istituti di Cultura, opera di affermati progettisti internazionali. Nella varietà delle sue
architetture la Valle delle Accademie costituisce un’importante apertura sul panorama internazionale.
Proseguiremo con un viaggio alla scoperta della zona dei Parioli adiacente la Valle Giulia, e la zona dei
Monti Parioli e villa Balestra, per arrivare fino a Villa Lusa in via S. Valentino. Questa seconda parte
dell’itinerario è esplicitamente finalizzata a riconoscere e ricostruire l’impianto e la rete delle ville antiche,
che fra XVI e XVIII secolo popolavano quest’area, e oggi sono sommerse dall’espansione edilizia.
Si tratta di complessi di pregio, come la seicentesca villa dei Tre Orologi, la villa Berkeley, e villa Balestra,
complesso cinquecentesco decorato di statue e di una loggia belvedere, oggi non più esistenti.
Concluderemo la visita a villa Lusa, ricostruzione ad opera di Carlo Busiri Vici dell’originaria villa seicentesca
dell’archeologo Bosio. L’obiettivo è quello di portare a decodificare la complessità di un tessuto storico, del
quale esistono presenze frammentarie e isolate, ancorchè di grande suggestione: un esercizio di lettura in
grado di far emergere la relazione forte che le ville antiche intrattenevano con il panorama, con l’orografia,
con la visione a distanza di altri capisaldi panoramici.
2) PROGRAMMA (3 cfp)
16:00 Introduzione e coordinamento a cura di VALENTINA PISCITELLI
16:15 VALLE GIULIA: VALLE DELLE ACCADEMIE E CITTA’ DELLE ARTI. (A. Mazza / V. Piscitelli)
17:20 LA COLLINA DEI PARIOLI, LE VILLE ANTICHE E IL PANORAMA. (A. Mazza / V. Piscitelli)
18:45 Domande e risposte
19:00 Saluti e ringraziamenti
3) RELATORI
– Relatore: Alessandro Mazza (dottorando/storico dell’architettura)
– Relatore: Valentina Piscitelli (architetto e membro del consiglio direttivo INARCH Lazio)

 

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07/05/2016 – L’AVENTINO – MEMORIA, ANTICHITA’, TOPOGRAFIA E MODERNO

IN/ARCH Lazio – le passeggiate romane
L’AVENTINO – MEMORIA, ANTICHITA’, TOPOGRAFIA E MODERNO
Sabato 07 maggio 2016 – Appuntamento: Piazza dei Cavalieri di Malta
Ore 16:00
Costo di partecipazione: € 15,00
Crediti formativi richiesti: 3
1) PREMESSA ED OBBIETTIVI FORMATIVI
Un’avventura alla scoperta di un colle, assai più ricco e complesso dei pochi “segni” per i quali è famoso.
Nel corso della passeggiata esploreremo le tracce della topografia e le preesistenze storiche (architetture e
siti archeologici), ponendole in relazione alla topografia attuale del quartiere moderno, e alla sua
urbanistica, come è venuta determinandosi tra il 1920 e il 1940. L’obiettivo è quello di portare i partecipanti
a leggere la complessità delle stratificazioni e delle interrelazioni tra storia, topografia, ed espansione
moderna. Analizzeremo la qualità architettonica di villini e palazzine, e proseguiremo lungo l’area della via
Aventina, nel rione S. Saba, studiando l’intreccio fra uno dei più importanti interventi ICP (il quartiere di S.
Saba), e la successiva espansione borghese fra le due guerre, con enclaves di notevole qualità architettonica,
come la via di Villa Pepoli, dove concluderemo la visita. L’obiettivo è quello di comprendere le modalità di
costruzione spaziale proprie di un quartiere di edilizia popolare, e dei quartieri borghesi di villini e palazzine,
con i modelli culturali retrostanti (dalla cultura della “garden city” al vernacolo dell’edilizia minore barocca,
alla modernità che riprende spunti Bauhaus e funzionalisti).
2) PROGRAMMA (3 cfp)
16:00 Introduzione e coordinamento a cura di VALENTINA PISCITELLI
16:15 L’Aventino: topografia, antichita’, rinascimento e moderno. (A. Mazza / V. Piscitelli)
17:20 Il quartiere di villini e palazzine fra le due guerre: urbanistica e architettura. (A. Mazza / V. Piscitelli)
18:45 Domande e risposte
19:00 Saluti e ringraziamenti
3) RELATORI
– Relatore: Alessandro Mazza (dottorando/storico dell’architettura)
– Relatore: Valentina Piscitelli (architetto e membro del consiglio direttivo INARCH Lazio)

 

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passeggiateromane – calendario aprile-dicembre 2016

Le passeggiate romane

30/04/2016 – La Garbatella

07/05/2016 – L’Aventino

15/05/2016 – Vallegiulia

29/05/2016 – L’Eur

05/06/2016 – Via XX settembre

12/06/2016 – Roma – La città “pubblica” – Il valore architettonico ed urbanistico nelle recenti esperienze delle stazioni metropolitane delle linee B1 e C (“METRO leggende romane”)

19/06/2016 – Il Gianicolo

18/09/2016 – Itinerari del moderno – via Prenestina. Da Eurisace al neorealismo, dal pigneto alternativo ai palazzi con piscina dell’immobiliare

02/10/2016 – Alla scoperta delle tracce – casali e ville antiche lungo la via Salaria e al quartiere Trieste

16/10/2016 – Alla scoperta delle tracce: le ville lungo l’Aurelia antica

30/10/2016 – Itinerari del moderno – i Parioli, fra stile novecento e razionalismo

13/11/2016 – Itinerari del moderno: quartiere delle Vittorie. Dal 1911 alla casa di Alberto Moravia

27/11/2016 – Itinerari del moderno – quartiere Nomentano, da villa Torlonia a piazza Bologna e oltre

11/12/2016 – Alla scoperta delle tracce: le ville perdute tra Esquilino e Celio

E continuavano a chiamarlo paese: Trastevere e la gentrification felice?

E continuavano a chiamarlo paese: Trastevere e la gentrification felice?
22 novembre 2015
Ore 10:30
Roma, via della Lungara, 29
Crediti formativi richiesti: 3
Costo di partecipazione: € 15,00

1) PREMESSA

Paesano e urbano, Trastevere è un rione carico di una discreta ambiguità che sembra favorire due differenti e opposte rappresentazioni: da un lato è luogo di resistenza di una modalità “tradizionale” e “autentica” della vita cittadina, visione che alimenta la retorica diffusa che lo
descrive come un paese; dall’altro il Trastevere dei turisti (soprattutto americani) e delle istituzioni, dove il ricambio residenziale ha compromesso la vita di quartiere, i processi di gentrification hanno modificato l’uso degli spazi e concorrono fortemente alla costruzione del
senso di appartenenza al luogo. Per raccontarsi gli abitanti utilizzano l’espressione “Non passare ponte se non da morti”, proprio a sottolineare l’immagine dell’insularità e del confine (nonostante la centralità del luogo). Tuttavia, a un’analisi più minuta, attenta alle costruzioni delle
narrazioni discorsive intorno ai sensi dei luoghi, le immagini dell’insularità, della dimensione paesana, aiutano a costruire la rappresentazione di una gentrificazione felice tutta articolata intorno a quella che potremmo definire una retorica della trasteverinità. Le immagini di
Trastevere, a prima vista in opposizione tra di loro, come dei centri storici di molte metropoli contemporanee, sono solo apparentemente contrastanti. Sono le dicotomie (tradizionale/moderno, autentico/inautentico) a definire la dimensione dell’abitare, il senso del luogo, i racconti di esso, i nuovi stili di vita. Obiettivo dell’incontro è avvicinare al metodo di ricerca etnografico in città, articolata intorno alle voci degli abitanti. Un approccio metodologico lontano dall’antropologia classica, con la scelta chiara di favorire una lettura interpretativa che consente a ciascuno di costruirsi la propria rappresentazione del luogo muovendosi tra le tante che i cittadini ci danno.

2) PROGRAMMA (3 cfp)

10:30 Introduzione e coordinamento a cura di Valentina Piscitelli

10:45 Paesano e urbano: Trastevere e il ruolo delle istituzioni internazionali (Marco Salustri)

11: 30 La mappa in frantumi: utopie di uno spazio pubblico (Angelo Romano)

12 : 15 La costruzione di un luogo che scompare: Trastevere, un caso di gentrification felice? (Federico Scarpelli)

13:15 Domande e risposte

13:30 Saluti e ringraziamenti

3) RELATORI (CV allegati)

– Valentina Piscitelli (architetto e membro del consiglio direttivo INARCH Lazio)

– Federico Scarpelli (Dottore in Scienze Etnoantropologiche/Anthropolis)

– Angelo Romano (Dottore in Etnologia ed Etnoantropologia/Anthropolis)

– Marco Salustri (Laureato in Discipline Etno-Antropologia/Anthropolis)

 

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Il Villaggio Olimpico

IN/ARCH Lazio – Passeggiate Romane

IL VILLAGGIO OLIMPICO
18 ottobre 2015
Ore 10:30
Roma, Via U. Sovietica
Crediti formativi richiesti: 3
Costo di partecipazione: € 15,00
1) PREMESSA ED OBBIETTIVI FORMATIVI
Nella piana tra la collina di Villa Glori e il Tevere, per gli eventi bellici si era costituito negli anni quaranta del secolo scorso un agglomerato di baracche di sfollati, conosciuto come campo Parioli. Per sgomberare e demolire l’agglomerato, fu colta l’occasione delle Olimpiadi di Roma, nel 1960.
Il Villaggio Olimpico, fu costruito nella piana negli anni 1958-59 su progetto degli architetti Vittorio Cafiero, Adalberto Libera, Amedeo Luccichenti, Vincenzo Monaco e Luigi Moretti.
Il complesso immobiliare fu edificato con il contributo economico di vari enti e successivamente le opere edilizie furono consegnate all’I.N.C.I.S. (Istituto Nazionale Case per gli Impiegati dello Stato), ed assegnate tramite concorso ad impiegati dello Stato. Nel 1972 con lo scioglimento dell’INCIS la gestione del patrimonio passò allo I.A.C.P., con 111 abitazioni, mentre altre 38 sono gestite dal Comune.
Nel 1985 gli assegnatari riscattarono fino ad oltre il 90% degli appartamenti, che sono diventati così di proprieta privata.
Il percorso prevede un itinerario tra le vie, le piazze e gli spazi singoli del V.O. con partenza da Via U. Sovietica, Via Svizzera, Via Olanda, Via Portogallo, Piazza Grecia, Via Turchia e Via Cecoslovacchia, Via degli Olimpionici, Via Jugoslavia, etc, al fine di riscoprire la storia del complesso alla luce dei documenti emersi recentemente dall’archivio Monaco Luccichenti.
2) PROGRAMMA (3 cfp)
10:30 Introduzione e coordinamento a cura di Valentina Piscitelli
10:45 illustrazione della storia progettuale (sia urbanistica che edilizia) del Villaggio Olimpico (prof. Paolo Melis)
12:00 descrizione del complesso in relazione ai ruoli dei vari progettisti ed in particolare del ruolo degli arch.
Monaco e Luccichenti (arch. Edoardo Monaco)
13:15 Domande e risposte
13:30 Saluti e ringraziamenti
3) RELATORI
– Valentina Piscitelli (architetto e membro del consiglio direttivo INARCH Lazio)
– Edoardo Monaco Arch.
– Paolo Melis Prof. Arch.

 

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Quartiere INA-Casa Tiburtino IV

IN/ARCH Lazio – Passeggiate Romane

Quartiere INA-Casa Tiburtino IV Ludovico Quaroni, Mario Ridolfi

(appuntamento alle 10:30 al bar Landi via Tiburtina 656 angolo via Diego Angeli)

4 Ottobre 2015
ore 10,30 – 13:30
Roma, via Tiburtina km 7 e vie limitrofe

Crediti formativi richiesti: 3
Costo di partecipazione: € 15,00

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1-Premessa

Gli argomenti oggetto della visita guidata riguarderanno la composizione del quartiere INA-Casa Tiburtino
IV ovvero il disegno urbano, l’architettura, i materiali del quartiere e l’analisi delle diverse tipologie: casa a
ballatoio, casa in linea, case a torre.
In conclusione: alcune note su Ludovico Quaroni e Mario Ridolfi e sulla personale ricerca sull’abitazione.
Il disegno urbano
Il Tiburtino, espressione della ricerca architettonica degli anni Cinquanta sulla definizione formale e
funzionale dei nuovi interventi di edilizia pubblica: il quartiere visto come parte finita e strutturante la città.
Terreno di confronto privilegiato del dibattito architettonico, in cui i progettisti tentano di coniugare una
migliore qualità dell’abitare all’impianto urbano nella ricostruzione del Paese come ricostruzione della casa.
E’ infatti una delle prime occasioni del dopoguerra di sperimentazione sulla casa popolare e sul pensiero
della forma e della dimensione della residenza pubblica: indica una strategia per la costruzione della
periferia come “paese” lontano dalla città, richiamante valori urbani, sebbene separato dal tessuto
compatto. Case di pochi piani, contrapposte alle torri come avamposti, tetti sporgenti, finestre in legno.
Nel rispetto dell’acquedotto e della strada al centro del quartiere imposta dal Piano, nella ricerca di un
disegno urbano diverso dal modello ottocentesco e da quello razionalista, si ispira alla scala umana e agli
spazi di relazione proposti dalle realizzazioni scandinave e anglosassoni, ma misurate nell’articolazione dei
corpi sull’architettura “minore”dei borghi medievali dell’alto Lazio.
Case disposte con libertà, tra l’astratto e l’informale, manifesto di “uno stato d’animo”, di un bisogno di
esprimere la società nato dalla crisi dell’eredità razionalista, modello etico e figurativo per le successive
architetture, conserva ancora oggi tutte queste valenze.
L’architettura
Casa in linea
Al centro della composizione vi è l’elemento a doppio T di Quaroni e Fiorentino, che Aymonino indica come
“quello con maggiore coerenza nel passaggio di scala”. Corpi in linea, slittati e ruotati in modo irregolare
costituiscono un insieme che chiude il lato della piazza interna dove si affacciano i soggiorni. Nei punti di
cerniera, scale triangolari servono alloggi sfalsati in altezza.
Casa a ballatoio
Su via dei Crispolti vi è un edificio di Quaroni a ballatoio a tre piani. I prospetti sono disegnati dalla
posizione e dalla lunghezza diversificata dei balconi, delle finestre, delle logge di cui esplora varie forme. La
studiata casualità delle soluzioni accentua il carattere spontaneo ; i dettagli di recinzioni, cancelli, ingressi,
sono “un tentativo” di prolungare lo spazio domestico sin nella strada”.
Case a torre
Le torri, alte sette piani fanno da contrappunto alle case a schiera basse e rappresentano la discontinuità e
l’eterogeneità proprie dell’impianto del quartiere.

2-Programma (3 cfp)

10:30 Introduzione e coordinamento a cura di Valentina Piscitelli
10:45 Il disegno urbano e la ricerca sul quartiere, Angela Raffaella Bruni e Antonella Bonavita
11.00 L’architettura: casa a ballatoio Antonella Bonavita
11.15 L’architettura: casa in linea Angela Raffaella Bruni
11.30 L’architettura: case a torre Angela Raffaella Bruni
11.45 I materiali Antonella Bonavita
12:00 Ludovico Quaroni e Mario Ridolfi Antonella Bonavita e Angela Raffaella Bruni
13:15 Domande e risposte
13:30 Saluti e ringraziamenti

3-Relatori

– Valentina Piscitelli (architetto e membro del consiglio direttivo INARCH Lazio)
– Antonella Bonavita (architetto e dottore di ricerca, direttore del Centro studi sul moderno CSSM)
– Angela Raffaella Bruni (architetto e dottore di ricerca, membro del Centro studi sul moderno CSSM)

 

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Radio-walkshow lungo il Parco Lineare da Monte Mario a Monte Ciocci.

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IN/ARCH Lazio – Passeggiate Romane

Radio-walkshow lungo il Parco Lineare da Monte Mario a Monte Ciocci. La nuova Via Francigena

domenica 13 settembre 2015
ore 10,30 – 13:30
da Stazione Monte Mario-FL3
Crediti formativi richiesti: 3
Costo di partecipazione: € 15,00

1) PREMESSA ED OBBIETTIVI FORMATIVI

La conversazione nomade (possibile con i sistemi whisper radio) si svolge lungo il Parco Lineare che da Monte Mario arriva al Monte Ciocci con una pista ciclo-pedonale di 5 km (per 1% di pendenza media) che attraversa Balduina costeggiando la linea ferroviaria FL3. Una traccia urbana emblematica perché è la via migliore per collegare Via Trionfale, considerata l’ultimo tratto della Via Francigena, al Monte Ciocci, subito sopra la Basilica di San Pietro in Vaticano. Il Parco Lineare di Monte Mario è nella sua genialità urbanistica una “nuova Via Francigena” visto che la Trionfale comporta non poche criticità per i percorsi pedonali, a tal punto da non essere quasi mai utilizzata da pellegrini e trekker che intendono raggiungere Roma da Nord.
Al Monte Ciocci si ascolteranno, via radio, alcuni frammenti del film “Brutti sporchi e cattivi” di Scola, ambientato in una baraccopoli che evoca il degrado in cui è stato lasciato per decenni questo monte che sovrasta il Vaticano. L’obiettivo formativo principale è sulla modalità di esplorazione urbana: il radio-walkshow, una conversazione nomade resa performante dall’uso di sistemi radio e smartphone.

2) PROGRAMMA

10:30 Introduzione e coordinamento a cura di Valentina Piscitelli

10:45 L’esplorazione urbana, con i piedi per terra e la testa nel cloud

(Carlo Infante, presidente di Urban Experience)

11:30 La via Francigena, un’infrastruttura culturale

(Sandro Polci, architetto, direttore del Festival Europeo “Via Francigena Collective Project”)

12:15 La rigenerazione urbana

(Simone Ferretti, architetto)

13:00 Domande e risposte

13:30 Saluti e ringraziamenti
Introduzione e coordinamento a cura di Valentina Piscitelli

Intervengono:

Carlo Infante, changemaker, presidente di Urban Experience

Sandro Polci, architetto, direttore del Festival Europeo “Via Francigena Collective Project

Simone Ferretti, architetto

Juliano Colabello, associazione H2

 

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IL PALAZZO DEL QUIRINALE

IL PALAZZO DEL QUIRINALE
4 luglio 2015 (data da confermare) – Palazzo del Quirinale, p.zza del Quirinale, Roma – costo € 15,00
1) PREMESSA ED OBBIETTIVI FORMATIVI

Costruito a partire dal 1583, è uno dei più importanti palazzi della capitale sia dal punto di vista artistico sia dal punto di vista politico: alla sua costruzione e decorazione lavorarono insigni architetti come Ottaviano Mascarino, Gian Lorenzo Bernini, Ferdinando Fuga, Domenico
Fontana nonché illustri maestri dell’arte italiana tra cui Pietro da Cortona, Alessandro Specchi, Carlo Maderno, Giovanni Paolo Pannini e Guido Reni. Attualmente, ospita anche un ampio frammento d’affresco di Melozzo da Forlì.
Il Palazzo si impose, soprattutto a partire dal pontificato di Paolo V Borghese, quale residenza stabile dei papi. Nonostante questo il palazzo si sviluppò quasi senza simboli religiosi visibili e soprattutto privo di una chiesa aperta al pubblico (unico tra i palazzi apostolici con questa particolarità).

Interessato da un progetto che lo voleva residenza napoleonica nel tempo dell’occupazione francese della città del papa, ma Napoleone non vi fece mai ingresso, dopo il 1870 divenne palazzo reale dei Savoia. Con la proclamazione della Repubblica, avvenuta dopo il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, l’edificio divenne definitivamente la sede del capo dello Stato repubblicano.
Il palazzo del Quirinale si estende su una superficie di 110.500 m² ed è il 6º palazzo più grande del mondo in termini di superficie, nonché la più estesa residenza di un capo di Stato al mondo.
Per fare un confronto, l’intero complesso della Casa Bianca negli Stati Uniti è 20 volte più piccolo.
2) PROGRAMMA (3 cfp)

10:30 Introduzione e coordinamento a cura di Valentina Piscitelli e Roberto Veneziani

10:45 Il quirinale dal ‘500 al palinsesto barocco (Marina Natoli)

11:30 Il quirinale quale esempio di raffinato classicismo romano (Marina Natoli)

12:15 Il quirinale e il mondo artistico a Roma nel periodo napoleonico (Marina Natoli)

12:45 Il quirinale come esempio unico e laboratorio sperimentale della cultura dell’epoca (Marina Natoli)

13:15 Domande e risposte

13:30 Saluti e ringraziamenti

 

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IL QUARTIERE IACP AL TRIONFALE

PASSEGGIATE ROMANE DELL’IN/ARCH Lazio

La città “pubblica”: Roma, la ricerca architettonica e urbana al quartiere Trionfale

A cura di Maria Teresa Cutrì e Antonella Bonavita

domenica 21 giugno 2015 ore 10,30

via Andrea Doria, 79 Roma

 

 

Prosegue domenica 21 giugno alle ore 10,30 il programma delle “Passeggiate Romane” con la visita al quartiere Trionfale guidata da Maria Teresa Cutrì, architetto e dottore di ricerca, membro del Consiglio direttivo del Centro studi sul moderno CSSM e Antonella Bonavita, architetto e dottore di ricerca, direttore del Centro studi sul moderno CSSM. Il progetto delle passeggiate romane dell’Istituto Nazionale di architettura ideato da Marina Natoli, Valentina Piscitelli e Roberto Veneziani è giunto alla sesta edizione.

I temi trattati nel corso della visita sono prevalentemente storico/progettuali e rivestono un carattere aperto alla ricerca architettonica e urbana contemporanea, rispetto alla definizione della  città “pubblica”, come suggerito dalle stesse caratteristiche insediative, dalla sua forma e infrastrutturazione, storica/moderna e attuale (sono almeno tre le fasi di trasformazione riconoscibili). La residenza, l’edificio residenziale popolare, si distingue per effetto della ricerca degli architetti che vi hanno lavorato (nel corso del primo Novecento) essere il nucleo di una serie di attività mixate tra loro  -  e non già all’epoca semplici funzioni distinte e separate -  e per il rapporto che si instaura con lo spazio pubblico: spazio sociale all’aperto tradotto nella morfologia permeabile delle corti, attorno alle quali si compongono giardini e costruito. Alla rottura del modello urbano per isolati fa da contraltare la ricerca sull’oggetto architettonico. In particolare  negli edifici di Sabbatini che aprono ad un linguaggio denso fatto di tagli, disassamenti e variazione improvvise dei rapporti armonici e del disegno delle parti con un’attenzione maniacale al dettaglio. 

A fronte di una introduzione che racconterà la formazione del tessuto storico del quartiere e le emergenze architettoniche (Trionfale II, Trionfale III, Casa dei Bambini, realizzati da Innocenzo Sabbatini per l’Istituto Case Popolari; il Complesso delle case per gli impiegati a cura dell’Istituto Romano Beni Stabili realizzati  da Talamo e Stendardo;  l’edificio per abitazioni e negozi di Mario De Renzi e Ciarrocchi per l’Istituto Autonomo per le famiglie del Governatorato; il Mercato dei Fiori; l’autorimessa della polizia di Gaetano Vinaccia e altri …) alcune note sugli  architetti in particolare di Innocenzo Sabbatini esponente di quella scuola marchigiana che costruirà la modernità di Roma attraverso intere parti di città costruita. E quindi Mario De Renzi altra figura importante del moderno romano.

La formazione del quartiere Trionfale, nel primo ventennio del Novecento, ha una storia complessa per la progettazione e realizzazione di una vasta parte della città che, dai villini in prossimità del Tevere si proietta all’interno, attraversando la scacchiera urbana di Prati, verso la Valle dell’Inferno in un area compresa tra le pendici di Monte Mario e del colle Vaticano le cui mura ne definiranno il bordo.

L’obiettivo una nuova zona operaia/industriale in prossimità e in relazione al Borghetto delle Fornaci.

Gli episodi del Trionfale II e III con l’edificio di De Renzi costituiscono il nucleo di mediazione tra la città “chiusa” di Prati e il Borghetto industriale e, tra questi e il Borghetto le case basse, operaie,  arroccate in parte sulla salita del colle vaticano (attuale via Angelo Emo). 

Programma

10:30 Introduzione e coordinamento a cura di Valentina Piscitelli

10:45  Costruire la città pubblica: storia e attualità della ricerca al Trionfale, Maria Teresa Cutrì

12: 00 Innocenzo Sabbatini  e  Mario De Renzi, Antonella Bonavita

13:15 Domande e risposte

13:30 Saluti e ringraziamenti

 

Richiesti n. 3 crediti formativi validi per la professione di architetto

Costo di partecipazione: € 15,00

 

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